Come creare l’HashTag perfetto

imagesChiariamolo subito: l’hashtag perfetto non esiste, e non ci sono formule segrete che qualcuno potrà svelarvi.

Esistono però delle caratteristiche che aiutano un hashtag a funzionare meglio quando il suo compito è quello di collettore di contenuti che raccontano un evento. Considerando sempre i dovuti distinguo dati dalla tipologia di evento, dall’argomento e dalle varie possibilità di fruizione, su Mediabistro hanno stilato un breve elenco centrando alcuni punti da tenere a mente quando si pianifica un evento e il suo racconto sui social. In mancanza di un hashtag ufficiale ben comunicato il racconto non avrà una “casa” che ospiterà in tempo reale (o in un momento successivo) i contenuti di chi sta seguendo quel determinato evento e ha deciso di narrarlo. Le quattro caratteristiche suggerite:

1. Univoco

Il vostro hashtag deve essere univoco al fine di ridurre i margini di “infiltrazione” volontaria e involontaria di altri contenuti che possono “inquinare” il racconto. Virgolette d’obbligo, ricordate che un racconto in tempo reale è un flusso continuo, non qualcosa di statico, per cui tanti piccoli tessere di un mosaico che visto da lontano non sarà “turbato” da qualche contenuto fuori posto. Una cosa semplicissima è quella di aggiungere l’anno se si tratta di eventi annuali, oppure la città se è qualcosa di itinerante. Il fine è quello di non rendere generico l’hashtag: si rischia che sia già in uso con contenuti non legati all’evento.

2. Memorabile

Enfasi a parte, non fermatevi al #nomeevento2014, l’hashtag deve anche avere un valore affettivo, qualcosa che possa destare attenzione oltre al fatto di essere ufficiale e quindi presente nelle comunicazioni di servizio. Se il nome del vostro evento è troppo generico rispetto all’argomento o troppo lungo (v. punto 4) fermatevi a pensare a qualcosa di meno asettico, puntando sul valore che la parola con # davanti può avere, rimarrà più impressa negli attori e negli spettatori del racconto.

3. Chiaro

Attenzione, è vero che levare le vocali per forme contratte funziona, ma #nmvntmln (Nome Evento Milano) non è la stessa cosa di #nomeeventomilano. Prestate quindi molta cura non dando per scontato la chiarezza della forma contratta. Meglio sottrarre che contrarre.

4. Breve

#nomeevento2014 o #nomeeventomilano sono troppo lunghi, resta poco spazio per il testo nel caso di live twitting e soprattutto la lunghezza influisce negativamente sui due punti sopra elencati: non è chiaro e non è memorabile, anche se sarà forse univoco. Troppo.

A questi quattro punti aggiungiamo delle altre semplici indicazioni, che a seconda dei casi, possono tornare utili se vi occupate di racconti live di eventi.

5. Se l’evento ha più argomenti in contemporanea provate adaffiancare un secondo hashtag specifico. Certo, lo spazio di scrittura si riduce contravvenendo il punto 4, ma avremo un duplice vantaggio: il racconto collettivo dell’evento non viene indebolito grazie all’hashtag ufficiale, si da la possibilità di scremare e seguire un topic specifico senza distrazioni.

6. Per quanto si possa pianificare un hashtag per un evento può succedere che uno alternativo si diffonda più di quello ufficiale. Che fare quindi? Sfruttare entrambi può essere una buona mossa per cercare di unificare il racconto. In casi estremi abbandonare quello ufficiale e invitare ad usare l’alternativo che si è imposto “naturalmente”: non è alzando steccati che si favorisce la narrazione.

7. Non affiancare all’hashtag ufficiale altri hashtag non in tema per cercare di dare più visibilità, evitate ad esempio #sapevateloalla fine del tweet. Lo spam non ripaga mai, dovreste saperlo già.

8. Per quanto possa essere esteticamente brutto, se avete necessità di diffondere o affermare un hashtag relativo all’evento, tramite l’account ufficiale e/o quelli del social media team, iniziate il tweet con l’hashtag: verrà notato di più e si imporrà più facilmente.

9. L’hashtag deve essere unico (oltre che univoco come detto sopra), ovvero non deve cambiare a seconda delle piattaformeusate per il racconto. Se Twitter è il luogo per elezione del racconto sui social in tempo reale non dimentichiamoci del ruolo che può avere Instagram e anche Facebook vista l’introduzione degli hashtag o Google+.

Marco Magrini

Marco Magrini

Dal 1989 al 2000 opero nel mercato “HiTec” in qualità di Marketing Manager. Dal 2001 mi occupo a tempo pieno di consulenza, formazione e coaching in comunicazione digitale e strategie Web e Social Media Marketing, Advertising on line, posizionamento organico e tecniche di SEO & SEM. Nel 2007 sono Co-Autore del libro: "7 Passi verso il successo, guida al marketing operativo", edizioni Alphatest Milano 2007